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mozaik poetry contest & power


a cura di Sarah Zuhra Lukanic    
 





e buona poesia a tutti
Poteva accadere.
Doveva accadere.
E’ accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.
Wisława Szymborska, Ogni caso

foto: Yad Vashem
Yad Vashem rappresenta il principale museo dedicato al ricordo dell’olocausto all’interno del quale vi è inserito uno straordinario archivio storico. Il Museo è collocato sulle verdi pendici del monte HarHaZikaron – il Monte del Ricordo – a Gerusalemme.
Vuei a è Domènia,
doman a si mòur,
vuei mis vistís
di seda e di amòur.

Vuei a è Domènia,
pai pras cun frescs piès
a sàltin frutíns
lizèirs tai scarpès.

Ciantànt al me spieli
ciantànt mi petèni.
Al rit tal me vuli
il Diàul peciadòur.

Sunàit, mes ciampanis,
paràilu indavòur!
Sunàn, ma se i vuàrditu
ciantànt tai to pras?"

I vuardi il soreli
di muartis estàs,
i vuardi la ploja
li fuèjs, i gris.

I vuardi il me cuàrp
di quan'ch'i eri frut,
li tristis Domèniis,
il vivi pierdút.

"Vuei ti vistíssin
la seda e l'amòur,
vuei a è Domènia
domàn a si mòur".



Oggi è Domenica,
domani si muore,
oggi mi vesto
di seta e d'amore.

Oggi è Domenica,
pei prati con freschi piedi
saltano i fanciulli
leggeri negli scarpetti.

Cantando al mio specchio,
cantando mi pettino.
Ride nel mio occhio
il Diavolo peccatore.

Suonate, mie campane,
cacciatelo indietro!
"Suoniamo, ma tu cosa guardi
cantando nei tuoi prati?"

Guardo il sole
di morte estati,
guardo la pioggia,
le foglie, i grilli.

Guardo il mio corpo
di quando ero fanciullo,
le tristi Domeniche,
il vivere perduto.

"Oggi ti vestono
la seta e l'amore,
oggi è Domenica,
domani si muore".


Danas je Nedjelja,
sutra nam je mrijeti,
danas se oblačim
u svili i ljubavi.

Danas je Nedjelja,
na livadama osvježuju nogice
dječaci skakutajući
lagano u svojim papučicama.

Pjevajući mom ogledalu,
pjesmom se češljam.
Smije se u oku mi
Vrag giješnik.

Zazvonite, moja zvona,
natjerajte ga natrag!
"Mi zvonimo, ali ti što gledaš
pjevajući po tvojoj livadi?"

Gledam sunce
i ljeto na umiru,
gledam kišu,
lišće, skakavce.

Gledam moje tijelo
kad sam bio mali,
tužne Nedjelje,
u izgubljenom življenju.

" Danas te oblače
svila i ljubav,
danas je Nedjelja,
sutra nam je mrijeti".


Pier Paolo Pasolini, "Li letanis dal biel fí ", "Le litanie del bel ragazzo" , POESIE A CASARSA  (1941-43)
Pier Paolo Pasolini "Litanije lijepog dječaka" POESIE A CASARSA  (1941-43)
traduzione/ prijevod Sarah Zuhra Lukanic
foto: Tomasz Tomaszewski, nel 1990, uno spazzino pulisce la strada davanti alla sede del II congresso di Solidarnosc a Danzica, dove nacque il famoso sindacato

Tomasz Tomaszewski, nel 1990, uno spazzino pulisce la strada davanti alla sede del II congresso di Solidarnosc a Danzica, dove nacque il famoso sindacato
 
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