ROSE IS A ROSE IS A ROSE IS A ROSE di Ivana Sajko al TeatroLoSpazio Roma - MIC

 info@mosaicoitalocroato.com
Vai ai contenuti

Menu principale:

ROSE IS A ROSE IS A ROSE IS A ROSE di Ivana Sajko al TeatroLoSpazio Roma


Ivana Sajko è una giovane autrice teatrale, nata a Zagabria a metà degli anni 70, già riconosciuta e tradotta in tutta Europa per le sue opere teatrali e da poco nominata Cavaliere dell’Ordine delle Arti e della Letteratura in Francia, crediamo sia una delle voci più significative della scena balcanica.
Una scrittura quella di Ivana Sajko fortemente poetica che parte da crepe e riflessioni della propria realtà personale e storica per poi trascendere l’individuo e toccare l’universale.
AL TEATRO LO SPAZIO LO SPETTACOLO “ROSE IS A ROSE IS A ROSE IS A ROSE” DI IVANA SAJKO.
DEBUTA IL 20 OTTOBRE IN PRIMA NAZIONALE AL TEATRO LO SPAZIO ROMA UNO SPETTACOLO MULTIMEDIALE, INSOLITO ED EMOZIONANTE DAL TITOLO “ROSE IS A ROSE IS A ROSE IS A ROSE” DI IVANA SAJKO per la regia di TOMMASO TUZZOLI CON SABRINA JORIO E LE SCENE CURATE DA PLURIPREMIATO PIERPAOLO BISLERI.
Lo spettacolo costituisce il primo capitolo della Trilogia della disobbedienza, un progetto dell'autrice croata Ivana Sajko, nata a Zagabria a metà degli anni Settanta e già tradotta in tutta Europa. Gli altri due capitoli della trilogia, «Scene con l'albero delle mele» e «Non siamo noi, è solo vetro», saranno sviluppati e realizzati entro il 2016. La disobbedienza di «Rose is a Rose» è l'amore. «L'amore ai tempi del colera», scriveva Marquez, ma Sajko scrive di amore ai tempi della guerra. O meglio, di come l'amore entra nella guerra e l'attraversa, ma anche di come la guerra attraversa l'amore modificandone il linguaggio e le aspettative.

L’incontro tra un uomo ed una donna una notte in discoteca. Il loro ritorno a casa attraverso la città in una notte di guerra. Un autobus che brucia con passeggeri ignari, la loro fuga dal pericolo. L’arrivo a casa di lui. L’amore. Il risveglio.
“Un vortice di parole che danza su di un motivo d’amore e frammenta il ricordo per ricostruirlo solo alla fine, lentamente. Un vortice che dà vita ad un testo-confessione, ad un testo-affermazione della propria esistenza. Rose is a rose is a rose is a rose di Ivana Sajko, giovane autrice croata, è un testo che abbiamo voluto tradurre e presentare per la prima volta in Italia, affascinati da una scrittura densa fatta di luce e buio, di corpo e anima, di violenza e ironia. Una scrittura veloce che toglie il respiro e togliendolo ne chiede un altro più profondo, più consapevole, frasi che come orli taglienti lasciano cicatrici sui corpi, nella mente, nelle emozioni. Una storia d’amore che prende vita sulle macerie di una guerra inattesa. Una notte d’amore che si trasforma in un miracolo inaspettato, in una fuga dal dolore, in un incastro tra corpi, in una mattina dove la luce apre le porte all’abbandono. Una storia che chiede di essere ricucita pian piano. Il ricordo di chi narra è fatto di piccoli indizi, di ripetizioni ossessive. Il ricordo diviene l’ostacolo. Il ricordo vuol essere cullato, vuol riaffiorare un po’ alla volta e l’unico modo per ricostruirlo è la scrittura. Il personaggio/autrice, che narra i fatti, esorcizza gli avvenimenti attraverso l’atto della scrittura e  si serve di questa per tramutare la parola in una partitura a più voci. Sogno ad occhi aperti, allucinazioni fatte di voci che affollano la memoria e chiedono di essere ascoltate. Una rosa è una rosa, ma le sue spine possono ferire”.
“ROSE IS A ROSE IS A ROSE IS A ROSE” (“Una rosa è una rosa è una rosa” )è il verso più famoso dell’opera letteraria di Gertrude Stein, “Sacred Emily”.
“Una rosa, è una rosa, è una rosa”.
Un verso che per molti è solo la banale constatazione di quello che è un elemento che può solo essere quello in quanto tale; un verso che per gli estimatori delle belle cose e delle belle persone, raffigura l’essenza di Gertrude Stein, la scrittrice che lo vergò nel 1913 nel suo poema Sacred Emily.
Probabilmente benché la poetica dell’autrice tende a spiegarlo come la presa visione di quello che quella cosa è in primis, senza fronzoli o simbolismi – la rosa può essere vista come una rosa ma anche come il simbolo della poesia romantica, ma pur sempre una rosa è  a tutti gli effetti – io penso che in fondo la sua ripetitività ben si fonda con la poetica del suo pittore cubista tanto amato, secondo cui, per quanto puoi scomporre ciò che vedi e ricomporlo sotto tutti i punti di vista, quello che apparirà non è che comunque l’oggetto reale. Per cui una rosa, è una rosa, è una rosa.   
fonte svirgolettate.blogspot.it

























ROSE IS A ROSE IS A ROSE IS A  ROSE
dal 20 al 23 OTTOBRE e il  25 OTTOBRE 2015
Ore: 20.45
domenica ore: 17.00

TEATRO LO SPAZIO
Roma, Via Locri 42/44,
(traversa di Via Sannio, a 100 metri da Metro S. Giovanni)
Produzione Golden Show / Tinaos
In collaborazione con Comune di Muggia - Residenza Idra – Valli del Natisone Through Landscape
Di Ivana Sajko
Traduzione di Elisa Copetti
Con Sabrina Jorio
Spazio/installazione Pierpaolo Bisleri
Ingegnere del suono Paolo Cillerai
Animazione grafica di Marco Lucisano e Barbara Latorrata
Regia di Tommaso Tuzzoli





I personaggi spariscono mentre la parola diviene polifonia di voci. Voci che ricordano amori passati, voci che riflettono sulla guerra, sulla religione, sulla politica, sull’arte, sul futuro e su di un’idea diversa di umanità. L’ironia che attraversa la sua scrittura diviene motore di riflessioni sempre più acute che tagliano come lame affilate. Una lingua poetica, musicale che contiene in sé dolci melodie così come suoni di propangada. La sua voce, la voce dei suoi ricordi, delle sue proteste, delle sue speranze riempie l’agorà e si trasforma in Coro.
Un incontro tra un uomo ed una donna una notte in discoteca. Il loro ritorno a casa attraverso la città in una notte di guerra. Un autobus che brucia con passeggeri ignari, la loro fuga dal pericolo. L’arrivo a casa di lui. L’amore tra i due e un risveglio che ha il sapore dell’abbandono.  Una scrittura veloce che toglie il respiro e togliendolo ne chiede un altro più profondo, più consapevole, frasi che come orli taglienti lasciano cicatrici sui corpi, nella mente, nelle emozioni. Il personaggio/autrice, che narra i fatti, esorcizza gli avvenimenti attraverso l’atto della scrittura e  si serve di questa per tramutare la parola in una partitura a più voci.

Drama Rose is a rose is a rose is a rose pisana je kao partitura te bi ovom inscenacijom željeli odgovoriti na njezin glazbeni izazov. Četvero glazbenika i autorica odsvirat će i odglumiti cijeli tekst istražujući uloge zvukobraza u kreiranju dramskog potencijala, kao i u kreiranju autentičnih scenskih prostora. Predstava je  plesni maraton bez početka i bez kraja. Publika je pozvana da ga odpleše skupa s izvođačima.
Drama se odvija u jednoj noći u kojoj započinju ulični nemiri što će se u vrlogu kaosa okrenuti protiv samih sebe. U nemirima sudjeluju djeca. Aktualni izvori teme utemeljeni su na reperkusijama sličnih događaja, od antiglobalističkih demonstracija u Seattleu (1999) preko demoliranja Genove (2001) tijekom prosvjeda protiv samita zemalja članica G8 pa sve do velikih nereda u Parizu i Marseilleu čija su predgrađa pretvorena u imigrantska geta. Jednostavno pitanje koje želimo uputiti publici jest između ostalog kakav svijet ostavljamo našoj djeci, to jest, ostavljamo li im zapravo bitku koju samu nismo uspjeli izboriti?
Predstava će otvoriti nekoliko paralelnih glasova, prostora i perspektiva koje se dodiruju u istom pitanju: pitanju pobune. Koja su sredstva borbe? Tko su njeni akteri? Treba li se uopće boriti? "Neposlušnost prema vlasti jedan je od najprirodnijih i najzdravijih činova", odgovara Antonio Negri, aludirajući na to da nije upitan poriv za pobunom, već identificiranje neprijatelja protiv kojeg bi se zapravo valjalo boriti, budući da je svaka opozicija već u startu nečija pozicija izložena riziku da bude ispolitizirana, kapitalizirana, te naposlijetku okrenuta protiv same sebe. Nesposobnost da se imenuje neprijatelj, to jest, da se jasno razluče razlike žrtve i krivca, odvode tu najprirodniju i najzdraviju neposlušnost u paradoksalne krugove.

Per informazioni e prenotazioni contattare l' ufficio organizzativo:
Tel.+39 06 77076486 +39 06 77204149  info@teatrolospazio.it



Ivana Sajko je rođena 1975. godine u Zagrebu. Diplomirala je dramaturgiju na Akademiji dramske umjetnosti i magistrirala na Filozofskom fakultetu u Zagrebu. Dobitnica je nekoliko nagrada za dramsku književnost, uključujući četiri nagrade za dramsko djelo Marin Držić za drame: Naranča u oblacima(1998.), Rebro kao zeleni zidovi (2000.), Misa za predizbornu šutnju, mrtvaca iza zida i kopita u grlu (2002.) i Krajolik s padom (2011.).
Članica je uredništva časopisa za izvedbene umjetnosti Frakcija te suosnivačica kazališne skupine BADco. gdje je do 2005. djelovala kao dramaturginja i redateljica. Kasnije Sajko nastavlja pisati i samostalno režirati vlastite drame. Dosad su prevedene na više od deset jezika, a od 2008. bilježe i značajan uspjeh na kazališnoj sceni njemačkog govornog područja.
Drama Rose is a rose is a rose is a rose praizvedena je na festivalu Steirischer Herbst u Grazu 2008. godine, a Prizori s jabukom u Stadttheater Bern 2009. Hrvatska praizvedba drame Rose is a rose is a rose is a rose postavljena je u Zagrebačkom kazalištu mladih u koprodukciji s Istarskim narodnim kazalištem, a hrvatska praizvedba drame Prizori s jabukom postavljena je na 62. Dubrovačkim ljetnim igrama u režiji i izvedbi autorice.
2012. Sajko sudjeluje u međunarodnom projektu Zagrebačkog kazališta mladih i Kazališta iz Braunschweiga gdje postavljaju njezin tekst Krajolik s padom. Iste godine kao autorica sudjeluje u kazališnom triptihu Jalova koji se bavio spornim zakonom o medicinski potpomognutom oplodnji, a koji je ostvaren u sklopu projekta Maribor -Europska prijestolnica kulture.
Iste godine premijerno je izvedena njezina drama To nismo mi, to je samo staklo u konceptu i režiji Bojana Đorđeva i Siniše Ilića i produkciji Balcan Can Contemporary projekta u prostorima shoping centra Beograđanka u Beogradu.
Ivana Sajko je dosad objavila zbirku drama Smaknuta lica (Meandar 2001.), dramsku trilogiju Žena – bomba (Meandar 2004.), romane Rio bar (Meandar 2006.) nagrađen priznanjem Ivan Goran Kovačić za najbolje prozno djelo i Povijest moje obitelji (2009.), teorijsku knjigu Prema ludilu (i revoluciji): čitanje (Disput 2006.) i zbirku drama Trilogija o neposluhu (2011.).
Foto: Davor Višnjić/PIXSELL
 
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu